Siamo arrivati all'ultimo capitolo di questo corso. Abbiamo esplorato cos'è l'AI e come funziona, come il bias algoritmico perpetua le disuguaglianze, come la sorveglianza di massa minaccia le libertà civili, come l'automazione trasforma il lavoro, come la regolamentazione cerca (faticosamente) di tenere il passo, e come l'AI può anche servire il bene comune. Ora la domanda è: cosa facciamo con tutto questo?
La risposta di Relatronica è che la consapevolezza critica è il primo passo, ma non basta. Serve una pratica — un insieme di abitudini, domande e azioni che integriamo nella nostra vita quotidiana. Ecco un framework in cinque punti che puoi usare come punto di partenza.
Primo: interroga. Ogni volta che incontri un sistema di AI — un chatbot, un algoritmo di raccomandazione, un sistema di selezione — poniti cinque domande. Chi l'ha costruito e perché? Su quali dati è addestrato? Chi ne beneficia e chi ne è escluso? Quali decisioni prende e con quale trasparenza? Esiste un'alternativa? Non avrai sempre le risposte, ma porsi le domande è già un atto di consapevolezza critica.
Secondo: proteggi. La tua privacy e quella degli altri non è un lusso — è un diritto. Usa strumenti di crittografia per le comunicazioni sensibili. Controlla le impostazioni di privacy delle app e dei servizi che usi. Scegli servizi che rispettano la tua privacy quando possibile (Signal invece di WhatsApp, Proton invece di Gmail, Firefox invece di Chrome). E ricorda: ogni volta che condividi dati su altri (foto di amici, contatti), stai prendendo decisioni anche per loro.
Terzo: partecipa. La governance dell'AI non può essere lasciata solo ai tecnici e ai politici. Partecipa al dibattito pubblico: scrivi ai tuoi rappresentanti politici sulle questioni che ti stanno a cuore, partecipa a consultazioni pubbliche, supporta le organizzazioni della società civile che lavorano sull'etica dell'AI (come l'Algorithmic Justice League, l'EFF, noyb, Privacy International). Se ti viene offerta l'opportunità di partecipare a un'assemblea cittadina sull'AI, coglila.
Quarto: sostieni alternative. Ogni volta che scegli un servizio open source invece di uno proprietario, che contribuisci a Wikipedia, che supporti un progetto di beni comuni digitali, stai votando con le tue azioni per un modello diverso di tecnologia. Il platform cooperativism — cooperative che possiedono le piattaforme su cui lavorano — è un'alternativa concreta alla gig economy algoritmica. Cerca, usa e sostieni queste alternative.
Quinto: condividi. La cosa più potente che puoi fare con le conoscenze acquisite in questo corso è condividerle. Parla di bias algoritmico con i tuoi colleghi, di privacy con i tuoi familiari, di sorveglianza con i tuoi amici. Non serve essere esperti per avere conversazioni significative — serve essere informati e curiosi. Questo corso è un inizio, non una fine. Il futuro dell'AI non è scritto: lo stiamo scrivendo insieme, una scelta alla volta.