Modulo 05

Governance partecipativa e coinvolgimento dei cittadini

Assemblee cittadine, deliberazione pubblica e partecipazione dal basso: come i cittadini possono influenzare le scelte sull'AI.

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La regolamentazione dell'AI non può essere lasciata solo ai tecnici, ai politici o alle aziende. Le decisioni su come l'AI viene usata nella società riguardano tutti: il lavoratore il cui CV viene filtrato da un algoritmo, il paziente il cui trattamento è influenzato da un sistema predittivo, il cittadino il cui quartiere è monitorato da telecamere con riconoscimento facciale. Eppure, queste persone sono quasi sempre escluse dal processo decisionale. La governance partecipativa propone di cambiare questa dinamica.

Le assemblee cittadine (citizen assemblies) sono lo strumento più promettente. Un gruppo di cittadini, selezionati per sorteggio in modo da essere rappresentativi della popolazione per età, genere, istruzione e provenienza, viene convocato per deliberare su una questione complessa. I partecipanti ricevono informazioni da esperti con prospettive diverse, discutono in piccoli gruppi facilitati e formulano raccomandazioni. Non è democrazia diretta né sondaggio: è deliberazione informata.

L'Irlanda ha usato le assemblee cittadine per affrontare questioni divisive come il matrimonio omosessuale e l'aborto — ottenendo risultati che il parlamento non era riuscito a raggiungere in decenni. La Francia ha usato la Convention Citoyenne pour le Climat per elaborare 149 proposte sul cambiamento climatico. Taiwan usa regolarmente la piattaforma Polis per la deliberazione digitale su questioni tecnologiche, permettendo a milioni di cittadini di esprimere preferenze e trovare punti di consenso.

Applicare questi strumenti all'AI è un'idea ancora giovane ma con esempi concreti. L'Ada Lovelace Institute nel Regno Unito ha organizzato assemblee cittadine sul riconoscimento facciale, producendo raccomandazioni che hanno influenzato il dibattito parlamentare. Il progetto ALGO:AWARE dell'UE ha sperimentato la deliberazione pubblica sugli algoritmi. La città di Amsterdam ha creato un registro pubblico degli algoritmi usati dall'amministrazione comunale, un esempio di trasparenza che permette ai cittadini di sapere — e quindi di contestare — come l'AI li riguarda.

Ma la partecipazione non deve essere solo consultiva: deve avere potere reale. Una assemblea cittadina le cui raccomandazioni vengono ignorate è peggio di nessuna assemblea — crea cinismo e sfiducia. Per questo servono meccanismi che garantiscano che le raccomandazioni dei cittadini vengano prese seriamente: obbligo di risposta pubblica, vincoli di implementazione, revisione periodica.

La governance partecipativa dell'AI non è utopia: è una necessità democratica. Le tecnologie che plasmano la nostra società devono essere governate dalla società — non solo da chi le sviluppa o da chi le regola, ma da tutti noi. Relatronica crede che questo sia possibile e lavora per renderlo reale.

Concetti chiave

  • I cittadini sono quasi sempre esclusi dalle decisioni sull'AI che li riguardano direttamente
  • Le assemblee cittadine per sorteggio sono lo strumento più promettente di governance partecipativa
  • Esempi concreti esistono già: Irlanda, Francia, Taiwan, Ada Lovelace Institute, Amsterdam
  • La partecipazione deve avere potere reale, non essere solo consultiva

Spunto di riflessione

Se fossi selezionato per un'assemblea cittadina sull'AI, quale tema vorresti affrontare? L'uso dell'AI nelle scuole? Nella sanità? Nella polizia? Nei social media? Quali domande faresti agli esperti?

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