Immagina di sfogliare un catalogo IKEA — quello che arriva per posta o si consulta online. Codici prodotto, prezzi, descrizioni essenziali, foto di ambienti domestici. Ora immagina che ogni prodotto in quel catalogo provenga da un futuro plausibile: un frigorifero che compra cibo autonomamente, una sedia adattiva al tuo umore, un kit di sopravvivenza per inondazioni urbane. Questo è il catalogo del futuro.
Julian Bleecker del Near Future Laboratory ha sviluppato il metodo del "Design Fiction Product Catalogue" partendo da un'intuizione semplice: i cataloghi commerciali sono tra i documenti più familiari del capitalismo contemporaneo. Li sappiamo leggere istintivamente. Sfruttare quel formato per oggetti speculativi crea un effetto potente — il futuro non sembra un'opera d'arte distante, sembra qualcosa che potresti ordinare domani.
Il TBD Catalog ("To Be Determined") è l'esempio più noto: un catalogo di prodotti il cui futuro è ancora "da determinare". Oggetti presentati con la stessa banalità di un tostapane o di un tappeto. La normalità del tono commerciale rende inquietante ciò che viene venduto — perché se un "Home Surveillance Drone for Children" ha un codice prodotto e un prezzo, qualcuno potrebbe davvero volerlo.
Il catalogo stile IKEA funziona perché costruisce un mondo attraverso l'accumulo. Non un singolo oggetto provocatorio, ma decine di prodotti che insieme dipingono una società: che tipo di famiglia vive così? Che problemi risolvono questi oggetti? Che valori assumono come normali? Ogni pagina aggiunge un tassello al world-building senza bisogno di un manifesto esplicito.
Creare un catalogo speculativo è accessibile a chiunque. Serve un template (layout da catalogo, tipografia commerciale), una lista di 10-20 prodotti coerenti con uno scenario, descrizioni brevi scritte come copywriting reale, prezzi plausibili e codici prodotto inventati. Non servono render 3D fotorealistici: illustrazioni, collage, foto di prototipi low-fi o persino disegni a mano possono funzionare — l'importante è la coerenza del registro.
I cataloghi del futuro sono strumenti civici potenti. In un workshop con cittadini, amministratori o imprenditori, sfogliare un catalogo genera conversazioni concrete: "compreresti questo?", "chi ne beneficia?", "chi paga il costo ambientale?". Trasformano l'astratto in decisioni immaginabili — e le decisioni immaginabili sono il primo passo verso l'azione.