Imparare a facilitare un lab significa anche studiare chi ha fatto questo lavoro prima di noi. Quattro pratiche — molto diverse tra loro — offrono modelli concreti per strutturare workshop, creare artefatti e generare conversazioni pubbliche.
Near Future Laboratory (Julian Bleecker): pioniere del termine "design fiction", Bleecker ha sviluppato strumenti accessibili come il Design Fiction Product Catalogue e il TBD Catalog. La sua pratica dimostra che non servono budget enormi: un catalogo stampato, un manuale d'istruzioni fittizio, un articolo di giornale dal futuro possono essere sufficienti. Il Near Future Laboratory pubblica metodi aperti e incoraggia la sperimentazione — un modello per chi vuole iniziare con poco.
Superflux — Mitigation of Shock (2015): lo studio indiano-britannico Superflux ha creato un'installazione iconica: un appartamento londinese adattato a una crisi climatica plausibile. Mobili rialzati per le inondazioni, piante coltivate sui muri, lampade UV al posto della luce naturale. Non era fantascienza: era un futuro credibile reso abitabile. I visitatori uscivano turbati — e pronti a discutere. Mitigation of Shock mostra come il design fiction possa essere spaziale, emotivo e politicamente efficace.
Dunne & Raby: Anthony Dunne e Fiona Raby al Royal College of Art hanno definito lo Speculative Design con opere come "Foragers" (utensili per una società post-scarsità alimentare) e "Technological Dream Series". Il loro approccio privilegia oggetti che mettono in discussione assunzioni — non soluzioni. Per un lab, il loro lavoro insegna a progettare artefatti che provocano domande piuttosto che risposte, e a usare estetica e materialità per rendere visibili tensioni etiche.
Stuart Candy — Experiential Futures: ricercatore e facilitatore, Candy ha sviluppato metodi per "abitare" i futuri: giochi di ruolo, installazioni immersive, scenari performativi. Il suo framework distingue tra futuri presentati (report, slide) e futuri esperiti (role-play, ambienti). Per chi facilita lab, Candy offre strumenti concreti: come strutturare un debrief, come bilanciare provocazione e sicurezza emotiva, come collegare l'esperienza all'azione.
Cosa hanno in comune? Tutti e quattro credono che il futuro non sia qualcosa da prevedere ma da esplorare — e che l'esplorazione richieda artefatti, non solo parole. Studiare questi casi aiuta a calibrare le aspettative del tuo lab: non devi replicare Mitigation of Shock, ma puoi imparare da come Superflux ha reso tangibile un scenario complesso.
Usa questi riferimenti come ispirazione, non come vincoli. Un lab in una biblioteca civica avrà risorse diverse da uno in un museo o in un'agenzia governativa. L'importante è mantenere la qualità della conversazione: futuri plausibili, domande aperte, spazio per la voce di chi partecipa.