Nel 2007, Steve Jobs presentò l'iPhone e il mondo cambiò. Ma per chi prestava attenzione, i segnali c'erano già da anni: gli smartphone giapponesi, il successo dell'iPod, la crescita del mobile internet, il fallimento dei PDA. Il futuro non arriva mai senza preavviso — ma i segnali sono spesso deboli, nascosti nel rumore del presente.
L'horizon scanning è la pratica sistematica di cercare questi segnali. Usata da governi (l'UK Government Office for Science la pratica dagli anni '90), aziende e think tank, consiste nel monitorare fonti diverse — pubblicazioni scientifiche, brevetti, startup, movimenti culturali, policy — per identificare cambiamenti emergenti che potrebbero avere impatti significativi.
I segnali deboli sono eventi, innovazioni o tendenze che oggi sembrano marginali ma che potrebbero diventare dominanti. Quando nel 2008 Satoshi Nakamoto pubblicò il paper su Bitcoin, era un segnale debole. Quando i primi attivisti climatici iniziarono a parlare di "degrowth", era un segnale debole. La capacità di riconoscere i segnali deboli — e distinguerli dal rumore — è una delle competenze più preziose per pensare il futuro.
Come allenare questa competenza? Primo: diversifica le fonti. Se leggi solo notizie mainstream, vedrai solo ciò che è già evidente. Leggi riviste scientifiche, segui startup in settori che non conosci, esplora culture diverse dalla tua. Secondo: cerca le anomalie. Il futuro non si nasconde nei trend lineari ma nelle discontinuità — gli eventi che non rientrano nei pattern esistenti. Terzo: connetti i puntini. Un segnale debole diventa forte quando si incrocia con altri segnali da domini diversi.
L'Osservatorio di Relatronica è progettato esattamente per questo: aggregare fonti diverse su etica, AI, policy e tecnologia sostenibile in un unico spazio, facilitando l'horizon scanning per chiunque. Non devi essere un analista di futures — devi essere curioso e sistematico.