Se l'AI trasformerà radicalmente il lavoro — e le evidenze suggeriscono che lo farà, anche se i tempi e i modi sono incerti — quali strumenti abbiamo per governare questa transizione? Esploriamo tre approcci: il reddito di base universale, la formazione continua e i modelli cooperativi di proprietà della tecnologia.
Il reddito di base universale (UBI — Universal Basic Income) è l'idea che ogni cittadino riceva un pagamento periodico incondizionato, sufficiente a coprire i bisogni di base, indipendentemente dal lavoro o dal reddito. Non è un'idea nuova — Thomas Paine lo propose nel 1797 — ma l'AI le ha dato urgenza. Se il lavoro tradizionale diventa meno disponibile o più precario, il UBI potrebbe fornire una rete di sicurezza che permette alle persone di vivere con dignità, formarsi, dedicarsi al volontariato o all'imprenditoria.
I risultati degli esperimenti sul UBI sono promettenti. Il programma pilota finlandese (2017-2018) ha mostrato che i destinatari del UBI non lavoravano meno — anzi, alcuni lavoravano di più — ma avevano livelli significativamente più bassi di stress, ansia e problemi di salute. L'esperimento di Stockton, California (2019-2021) ha mostrato risultati simili: i destinatari trovavano lavoro a tempo pieno a un tasso doppio rispetto al gruppo di controllo.
La formazione continua (reskilling e upskilling) è la risposta più citata dai governi e dalle aziende. L'idea è che i lavoratori i cui compiti vengono automatizzati possano essere formati per nuovi ruoli. Ma la realtà è più complessa. La formazione funziona quando i nuovi ruoli esistono, sono accessibili e offrono condizioni comparabili. Formare un contabile cinquantenne come programmatore in sei mesi non è realistico né desiderabile. E la responsabilità della formazione ricade troppo spesso sull'individuo, non sulle aziende che beneficiano dell'automazione né sullo Stato.
Un terzo approccio, meno discusso ma potenzialmente trasformativo, è la proprietà cooperativa della tecnologia. Invece di concentrare i benefici dell'AI nelle mani degli azionisti delle big tech, i modelli cooperativi propongono che i lavoratori, le comunità e il pubblico possano possedere e governare i sistemi di AI. Cooperativa piattaforma (platform cooperativism) è un movimento che crea alternative alle gig economy controllate dagli algoritmi: cooperative di rider, di freelancer, di lavoratori domestici che possiedono e gestiscono le piattaforme su cui lavorano.
Nessuno di questi approcci è sufficiente da solo. Il UBI senza formazione rischia di creare una classe di sussidiati passivi. La formazione senza protezione sociale lascia scoperte le transizioni. La proprietà cooperativa senza regolamentazione non può competere con le corporation. Servono approcci integrati, e soprattutto servono processi democratici per decidere collettivamente quale futuro del lavoro vogliamo costruire.