Modulo 03

Tipologie di prototipi

Oggetti fisici, interfacce, documenti e servizi: quattro famiglie di artefatti diegetici e quando usarle.

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I prototipi diegetici non sono solo oggetti fisici — anche se spesso sono i più immediati da comprendere. In un progetto di design fiction efficace, conviene pensare a una famiglia di artefatti che insieme costruiscono un mondo credibile. Quattro tipologie coprono la maggior parte dei casi: oggetti, interfacce, documenti e servizi.

Gli oggetti fisici sono la forma più iconica: un dispositivo indossabile, un contenitore per cibo, uno strumento medico, un giocattolo. Hanno il vantaggio della tangibilità — puoi metterli nelle mani delle persone, fotografarli, esporli. Il rischio è cadere nel "futurismo da fiera tecnologica": forme lisce, luci blu, materiali che gridano "innovazione" invece di raccontare una vita quotidiana.

Le interfacce diegetiche — schermate di app, dashboard, chatbot, pannelli di controllo — sono potentissime perché molti futuri si manifestano prima come software che come oggetti. Un'interfaccia per un algoritmo di allocazione delle cure mediche, per un sistema di credito sociale o per una piattaforma di democrazia liquida rende visibili logiche che altrimenti resterebbero astratte. Non serve programmare: mockup su Figma, screenshot stampati o proiezioni bastano.

I documenti sono forse la tipologia sottovalutata e più efficace. Carte d'identità, bollette, certificati di vaccinazione, contratti di lavoro, sentenze tribunali, etichette nutrizionali: formati che conosciamo bene, applicati a un mondo diverso. Il TBD Catalog del Near Future Laboratory usa proprio questo principio — prodotti presentati come in un catalogo commerciale, con codici prodotto, prezzi e descrizioni banali che rendono inquietante la normalità del futuro.

I servizi diegetici completano il quadro: un desk di assistenza, un call center, una procedura burocratica, un tour guidato. Non produci un oggetto — produci un'esperienza che fa vivere le regole del mondo futuro. Stuart Candy parla di "experiential futures": quando attraversi un servizio immaginario, capisci meglio chi beneficia e chi paga il costo di uno scenario.

La scelta della tipologia dipende dal tuo obiettivo e dal tuo pubblico. Per un workshop partecipativo, documenti e mockup low-fi funzionano meglio. Per un'esposizione museale, oggetti fisici e installazioni immersive hanno più impatto. Per un briefing istituzionale, interfacce e servizi rendono concreti i trade-off politici. Spesso la combinazione di più tipologie — un oggetto con il suo manuale e la sua app — è ciò che rende il mondo davvero credibile.

Concetti chiave

  • Quattro famiglie principali: oggetti fisici, interfacce, documenti, servizi
  • Gli oggetti tangibili colpiscono, ma attenzione al futurismo da fiera tecnologica
  • Documenti e cataloghi usano formati familiari per rendere inquietante la normalità del futuro
  • Combinare più tipologie di artefatto costruisce un mondo diegetico più convincente

Spunto di riflessione

Scegli uno scenario futuro che ti interessa (clima, AI, lavoro, salute). Quale combinazione di oggetto, interfaccia, documento e servizio renderebbe quel mondo più discutibile per il tuo pubblico?

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