I prototipi diegetici non sono solo oggetti fisici — anche se spesso sono i più immediati da comprendere. In un progetto di design fiction efficace, conviene pensare a una famiglia di artefatti che insieme costruiscono un mondo credibile. Quattro tipologie coprono la maggior parte dei casi: oggetti, interfacce, documenti e servizi.
Gli oggetti fisici sono la forma più iconica: un dispositivo indossabile, un contenitore per cibo, uno strumento medico, un giocattolo. Hanno il vantaggio della tangibilità — puoi metterli nelle mani delle persone, fotografarli, esporli. Il rischio è cadere nel "futurismo da fiera tecnologica": forme lisce, luci blu, materiali che gridano "innovazione" invece di raccontare una vita quotidiana.
Le interfacce diegetiche — schermate di app, dashboard, chatbot, pannelli di controllo — sono potentissime perché molti futuri si manifestano prima come software che come oggetti. Un'interfaccia per un algoritmo di allocazione delle cure mediche, per un sistema di credito sociale o per una piattaforma di democrazia liquida rende visibili logiche che altrimenti resterebbero astratte. Non serve programmare: mockup su Figma, screenshot stampati o proiezioni bastano.
I documenti sono forse la tipologia sottovalutata e più efficace. Carte d'identità, bollette, certificati di vaccinazione, contratti di lavoro, sentenze tribunali, etichette nutrizionali: formati che conosciamo bene, applicati a un mondo diverso. Il TBD Catalog del Near Future Laboratory usa proprio questo principio — prodotti presentati come in un catalogo commerciale, con codici prodotto, prezzi e descrizioni banali che rendono inquietante la normalità del futuro.
I servizi diegetici completano il quadro: un desk di assistenza, un call center, una procedura burocratica, un tour guidato. Non produci un oggetto — produci un'esperienza che fa vivere le regole del mondo futuro. Stuart Candy parla di "experiential futures": quando attraversi un servizio immaginario, capisci meglio chi beneficia e chi paga il costo di uno scenario.
La scelta della tipologia dipende dal tuo obiettivo e dal tuo pubblico. Per un workshop partecipativo, documenti e mockup low-fi funzionano meglio. Per un'esposizione museale, oggetti fisici e installazioni immersive hanno più impatto. Per un briefing istituzionale, interfacce e servizi rendono concreti i trade-off politici. Spesso la combinazione di più tipologie — un oggetto con il suo manuale e la sua app — è ciò che rende il mondo davvero credibile.