Tutti pensiamo al futuro. Lo facciamo ogni giorno, quando pianifichiamo la settimana, quando ci preoccupiamo per il clima, quando ci chiediamo che lavoro faranno i nostri figli. Ma c'è una differenza enorme tra preoccuparsi del futuro e immaginarlo attivamente. La prima è una reazione passiva; la seconda è un atto di progettazione.
I Futures Studies — o studi sul futuro — sono una disciplina accademica nata negli anni '60 che ha sviluppato metodi rigorosi per esplorare ciò che potrebbe accadere. Non si tratta di prevedere: nessuno può farlo con certezza. Si tratta di mappare lo spazio delle possibilità, identificare le forze che stanno plasmando il domani e prepararsi a navigarle con consapevolezza.
Ma perché è importante per tutti, non solo per gli esperti? Perché chi controlla la narrativa del futuro controlla le decisioni del presente. Quando un'azienda tech dice "l'intelligenza artificiale sostituirà il 40% dei lavori", sta plasmando politiche, investimenti e paure. Quando un governo dice "non possiamo fare nulla contro il cambiamento climatico", sta giustificando l'inazione. Immaginare futuri alternativi è un atto di resistenza contro queste narrative imposte.
Lo storico Yuval Noah Harari ha scritto che "chi controlla le storie controlla il futuro". Noi aggiungiamo: chi non immagina il futuro, lo subisce. Ecco perché Relatronica esiste — per dare a tutti gli strumenti per immaginare, non solo agli esperti e ai potenti.
Immaginare il futuro non richiede un dottorato. Richiede curiosità, pensiero critico e la volontà di mettere in discussione ciò che sembra inevitabile. In questo corso imparerai a farlo in modo strutturato, usando strumenti che sono stati sviluppati e testati da decenni di ricerca.